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Gipsoteca del Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte. University of Padua

(Plaster Cast Collection at Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte. University of Padua)

©© Chritiane Pinatel- ©-© Padua ©© Christiane Pinatel-

Sammlung
Typ der Sammlung : Archäologie,
Epochen : Vor-hellenisch, Griechenland, Römisch periode
Beschreibung : L'istituzione della gipsoteca si deve a Gherardo Ghirardini, che nell'autunno del 1899 fu chiamato alla cattedra di archeologia a Padova dove rimase sino al 1907. La gipsoteca venne dunque ad integrare il "Gabinetto di Archeologia" (questo era allora il nome del museo), formato dalla raccolta antiquaria di Marco Mantova Benavides, nucleo originario del museo*, e dalle raccolte di ceramiche e di instrumentum domesticum. L'impegno maggiore per il potenziamento della gipsoteca, calcolabile tra il 60% e il 70% della consistenza attuale, si deve tuttavia al successore Giuseppe Pellegrini, morto nel 1918. I soggetti prevalenti dei calchi acquisiti in questo primo ventennio del secolo sono sculture classiche dai musei di Roma, Napoli, Firenze ma anche da collezioni venete (Museo Archeologico di Venezia). Sono presenti anche calchi di sculture e rilievi dal Partenone fidiaco, perlopiù acquisiti tramite ateliers fiorentini (Lelli). Rimandano invece ad opere provenienti da campagne di scavo la presenza del gesso dell'Hermes da Olimpia (calco berlinese acquisito tramite il museo di Bologna) e di 10 calchi di notissimi reperti minoici da Creta (eseguiti sull'isola da matrici formate, quasi sicuramente, sugli originali). Successivamente, con l'arrivo a Padova dal 1922 di Carlo Anti, la gipsoteca, pur con ritmo più lento, continuò a crescere, comprendendo sia altre sculture classiche sia calchi da differenti tipologie di reperti quali i calchi di monete (in totale 149) e quelli di materiali preistorici (34). Tuttavia la realizzazione più importante di Anti, divenuto Rettore nel 1932, fu la costruzione della nuova sede del museo all'ultimo piano del nuovo edificio per la Facoltà di Lettere e Filosofia, il Palazzo Liviano (anni 1937-1939). Il progetto fu affidato all'architetto Gio Ponti il quale, in particolare, ambientò la gipsoteca in un vasto ed articolato salone organizzato intorno ad una riproposizione in chiave razionalista di un atrio di casa romana. Tuttavia l'allestimento non fu realizzato a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale. Solo nel dopoguerra la gipsoteca venne terminata e vennero eseguiti alcuni restauri, tuttavia con il passare del tempo fu sempre meno utilizzata. L'ultima acquisizione di opere si ebbe nel 1980 quando giunse un deposito di 11 opere dal Museo Correr di Venezia. Al termine degli anni '90, dovendosi procedere ad urgenti lavori edilizi e di sicurezza in tutto il museo, si è colta l'occasione per riallestire anche il settore della gipsoteca ripristinando, là dove possibile, l'originario progetto di Gio Ponti e completandolo con un nuovo allestimento delle opere. Il nuovo progetto espositivo della gipsoteca, sviluppato con una tesi di specializzazione, si è posto da un lato in ideale continuità con le scelte museografiche e museologiche degli anni '30 (giochi di luce naturale, uso "ideologico" dei colori a sottolineare singoli elementi architettonici), dall'altro ha dovuto contemperare ad esse le necessità di un'esposizione moderna e scientificamente aggiornata delle opere. A tal fine il percorso è stato organizzato per ambiti cronologici e scuole, accostando, all'interno dei vari ambiti, busti, rilievi e statue a tutto tondo prima esposti separatamente. La ritrovata armonia degli spazi pontiani ha consentito inoltre di conferire al percorso generale una maggiore flessibilità con la possibilità, in ogni momento e con il minimo sforzo, di introdurre approfondimenti tematici, ampliamenti e modifiche. Il catalogo generale della gipsoteca, curato dalla scrivente, è previsto per il prossimo anno. (Alessandra Menegazzi)

*Nella collezione Mantova Benavides sono conservate 18 teste in stuccoforte di eccezionale valore artistico e svariate altre opere in stuccoforte e gesso, tutte databili tra la seconda metà del sec. XV e il XVI, e tutte sovraddipinte con colori che vanno dal giallino al bruno ad imitazione di materiali più nobili quali il marmo o il bronzo. Alcune teste sono state riconosciute come calchi da originali antichi, tuttavia nella maggior parte dei casi si tratta di vere e proprie opere d'arte che rielaborano temi antichi per creare appunto nuove iconografie 'all'antica' funzionali a quel 'gusto dell'antico' che viene elaborandosi in quel particolare periodo storico, in stretta connessione ideologica con le vicende storico-artistiche contemporanee. Per questo motivo il Museo ha da sempre scelto di conservare questi 'gessi' assieme ai marmi e alle altre opere della collezione Mantova Benavides con i quali costituisce un unicum storico, artistico e culturale inscindibile. Il catalogo completo della collezione Mantova Benavides, curato da Irene Favaretto e Alessandra Menegazzi, è in corso di realizzazione.
Gründungsjahr : 1906
Renovationsjahr : 1937-1939
Jahr der Veränderung : 1999-2004
Anzahl Abgüsse : 270 (149 calchi di monete)
Bibliographie : A.Menegazzi, La gipsoteca dell'Università di Padova: storia, collezioni e sistemazione museale, tesi di specializzazione, relatore prof. M.C.Genito Gualandi, Univ.di Bologna, a.a.2002-2003.
A.Menegazzi (a cura di), Museo di Scienze archeologiche e d'Arte dell'Università di Padova. Alla riscoperta di Gio Ponti, in Archeologia del Museo. I caratteri originali del museo e la sua documentazione storica...", atti convegno Ferrara 5-6/04/2002, Bologna 2004, p.271-278.
A.Menegazzi, Museo di Scienze archeologiche e d'Arte. Il riallestimento. Note preliminari, in "La curiosità e l'ingegno" suppl. a "Progetto Bo", aprile 2004, p.11-13.
A.Menegazzi, Scelte iconografiche e vicende storiche alle origini della Gipsoteca universitaria di Padova, in Iconografia 2005. Immagini e immaginari dall'antichità classica al mondo moderno, atti del Convegno internazionale Venezia 26-28 gennaio 2005, Roma, 2006, p.523-529.
A. Menegazzi, La Gipsoteca del Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte dell'Università di Padova : l'esposizione e la fruizione, Gipsoteche, Realtà e Storia, Atti del convegno internazionale di studi (Possagno, 19-20 maggio 2006), Treviso-Possagno 2008, p. 17-27.
A.Menegazzi, Museum as Manifesto of Taste and Ideology. The Twentieth Century Plaster Cast Collection of Archaeology and Art at the University of Padua, in "Plaster Casts: Making, Collecting and Displaying: from Classical Antiquity to the Present", Conference, Oxford, 23-27 September 2007, University of Oxford- Ashmolean Museum, University of Reading (UK), in corso di stampa.
A. Menegazzi, The Museum as a 'Manifesto' of Taste and Ideology: the twentieth-century plaster cast collection of archaeology and art at the University of Padua, in Rune Frederiksen and Eckart Marchand (Eds.) Plaster Casts. Making, Collecting and Displaying from Classical Antiquity to the Present. (Transformationen der Antike, Band 18), De Gruyter, Berlin 2010, pp.611-625.
Institution
Gipsoteca del Museo di Scienze Archeologiche e d'Arte. University of Padua
Palazzo Liviano
Piazza Capitaniato 7
I 35139 PADOVA
Italien - Europa
Art : Universität Museum

Tel. : +39 049/ 8274611
Website : www.musei.unipd.it/archeologia/collezioni/gipsoteca.html
Kontakt
Dott. Alessandra Menegazzi, curator
+39 049/ 8274576
alessandra.menegazzi@unipd.it