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Gipsoteca della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia

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Collection
Category : Art
Civilizations : Greece, Roman time, Middel Age, Renaissance
Description : La Gipsoteca è un luogo privilegiato per quanti amano la storia dell'arte. Raccoglie infatti opere di epoche diverse, alcune delle quali di grande prestigio che vanno dal VI sec.a. C. (opere greche ed etrusche) fino a tutto l'Ottocento. In una incalzante sequenza di epoche e di stili si possono ammirare quindi oltre 360 opere che coprono un arco di più di venti secoli. Le statue raffiguranti Il Giorno, La Notte, Il Crepuscolo e L'Aurora, donate nel 1573 dalla scultore perugino Vincenzo Danti, costituirono il primo nucleo della Gipsoteca originatasi in concomitanza della istituzione dell'Accademia stessa. La raccolta, andata gradualmente arricchendosi con numerose acquisizioni grazie anche alla generosità di collezionisti, artisti, ha oggi assunto la fisionomia di un vero e proprio museo, trascendendo la sua primaria funzione che era quella didattica. All'impegno e alla sensibilità del conte Francesco Maria degli Oddi, in qualità di magistrato del Comune di Perugia, si deve l'acquisizione di importanti calchi da originali classici, come l'Apollino, il Guerriero combattente, il gruppo dei Lottatori, lo Scita punitore, tutti donati tra il 1791 e il 1793, volendo in tal modo contribuire alla rinascita dell'istituto accademico, ricostruito ala fine del Settecento con fini esclusivamente didattici dal pittore e scrittore Baldassarre Orsini. Nel 1817 entrò in Gipsoteca il Torso di Belvedere, lascito che il pittore romano Carlo Labruzzi fece alla perugina Accademia di Belle Arti, della quale era stato direttore dal 1813 al 1817, anno della sua morte. Il colossale Ercole Farnese venne acquistato per conto dell'Accademia, a Roma nel 1818, dal Comune di Perugia, per offrire agli allievi dell'Istituto la possibilità di esercitarsi nello studio del disegno e in quello delle arti plastiche. I calchi della Fontana Maggiore furono eseguiti dal professore di scultura Silvestro Massari per studiare "uno dei più preziosi monumenti della città".
Nei primi mesi del 1820 lo scultore Antonio Canova impreziosì notevolmente la Gopsoteca perugina donando il gruppo originale delle Tre Grazie (replica in gesso pere la versione eseguita per il Duca di Bedford nel 1815). Altri importanti rilievi canoviani offrirono in dono nel 1829 monsignor G.B. Sartori e il cavalier P.Stecchini, eredi dello scultore. In quella data entrarono infatti in Gipsoteca Il Pugilatore Demosseno, La danza dei figli di Alcinoo, L'uccisione di Priamo, La Testa di Cavallo per il monumento equestre di Carlo III di Borbone, re di Spagna, ideata da Antonio Canova nel 1807 e collocata a Napoli, in piazza del Plebiscito. Intanto, avvenuta la restaurazione pontificia, il cardinal Ettore Consalvi, segretario di Stato della Santa Sede, donò nel 1822 il Discobolo, l'Urania, La Cerere, il Giove, e io busto del Nilo, in segno di ringraziamento per la nomina ad Accademico di onore della perugina Accademia di Belle Arti, dove si era recato in visita ufficiale il 20 giugno 1819, arricchendo in tal modo la Gipsoteca di esemplari di arte antica, secondo il gusto dell'epoca.
Nel 1823, il Thorvaldsen, seguendo l'esempio di Canova, fece omaggio di un suo gesso originale, il Pastorello, considerato, tra la cospicua serie di opere dello scultore danese. Nel 1836 entrò il gruppo del Loacoonte dono di Francesco Guardabassi.
Un gran numero di calchi di svariate epoche artistiche venne acquisito sul finire del secolo scorso dall'Accademia stessa, come i calchi tratti dalle decorazioni del Palazzo Ducale di Urbino acquistati presso l'Accademia "Raffaello" nel 1872, oppure quelli richiesti nel 1895 al Museo Artistico Industriale di Roma. Nel 873 l'Accademia acquistò pure i calchi della cornice esterna della porta del Paradiso del Battistero di S.Giovanni a Firenze, opera dello scultore Lorenzo Ghiberti. Nello stesso periodo entrarono in Gipsoteca i calchi robbiani de l'Assunzione, il Presepio, e la Madonna col Bambino, eredità del cav. S.Friggeri Boldrini.
Sul finire dell'Ottocento la Gipsoteca si arricchì dei calchi tratti dal fregio Nord del Partenone, conservato a Londra al British Museum. Nel 1907 il Comune donò i calchi delle statue di S.Lorenzo, S.Costanzo, S.Ercolano, opere, secondo recenti studi di Ambrogio Maitani, i cui originali si trovano nella lunetta del portale laterale di Palazzo dei Priori (ora nella Galleria Nazionale dell'Umbria) e nel 1912 il calco dei Grifi e leoni tratti dagli originali della Fontana Maggiore. Agli inizi del 1900 l'Accademia, in occasione del suo trasferimento nei locali dell'ex convento di S.Francesco al Prato, ha cercato di dare alla sua Gipsoteca una prima sistemazione che è stata poi completata nel 1940 sotto la direzione di Gerardo Dottori.

Il Museo dell’Accademia, aperto nel 1992, comprendente la Gipsoteca, il Gabinetto dei disegni e delle stampe e la Galleria dei dipinti, è stato chiuso temporanemante al pubblico dopo il terremoto del 1997 per lavori di consolidamento.
Il primo di luglio 2012, dopo quindici anni di letargo e di esilio, riapre i battenti al pubblico il Museo dell'Accademia di Belle Arti di Perugia, con un nuovo allestimento, espressione di una intelligente selezione dell'imponente patrimonio storico-artistico sedimentatovi nei secoli.
Creating year : 1900
Restoration year : 1940, 1992
Modification year : 2012
Cast Number : ca 600 exposés
Bibliography : Fedora Boco, La Gipsoteca della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia. Storia della collezione. Verso un museo possibile, in Gli ateliers degli scultori.Atti delle Secondo Convegno sulle gipsoteche, Possagno 24-25 ottobre 2008, (Fondazione Canova),2010, pp.337-349.
Institution
Gipsoteca della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia
Piazza S.Francesco al Prato 5
I 06123 PERUGIA
Italia - Europe
Status : Academy (Fine Arts)

Phone : 39 075 5730631
Website : www.museoabaperugia.com/Visita.aspx
Aperto dal giovedì alla domenica : 10 - 13/15.30 - 18.
Contact
Dott.Fedora Bocco